Il benessere ambientale indoor

Trascorrendo gran parte delle nostre giornate in ambienti confinati (abitazione e luoghi di lavoro), è importante assicurarsi che le condizioni ambientali interne di questi luoghi siano tali da garantire la salute psicofisica e la produttività.

Benessere ambientale indoor

Con comfort ambientale, o benessere ambientale indoor (IEQ – Indoor Environmental Quality) si intende la soddisfazione di tre tipi di benessere all’interno di un ambiente chiuso:

  • benessere termo-igrometrico (temperatura, umidità e velocità dell’aria);
  • benessere respiratorio-olfattivo (qualità dell’aria);
  • benessere acustico (livello di rumorosità);
  • benessere visivo (livello di luminosità).

Sebbene la qualità ambientale di un ambiente possa essere definita da queste quattro classi separate, esse sono strettamente legate e solo insieme possono garantire il comfort ambientale, il benessere.

Benessere termo-igrometrico

Il benessere termo-igrometrico è legato alla temperatura, all’umidità e alla velocità dell’aria. Si raggiunge quando il soggetto nell’ambiente confinato non ha né caldo né freddo (la temperatura dell’aria è giusta, il pavimento non è né troppo caldo né troppo freddo, la differenza di temperatura tra la testa e le caviglie non è troppo elevata, si indossa un abbigliamento adeguato).

Benessere respiratorio-olfattivo

Il benessere respiratorio-olfattivo indica lo stato di soddisfazione di un individuo nei confronti dell’aria che respira. Si raggiunge quando nell’aria non sono presenti inquinanti (muffe, acari, voc, radon) in concentrazioni ritenute nocive per la salute dell’uomo.

Benessere acustico

Il benessere acustico è lo stato in cui un individuo, in presenza di un campo di pressione sonora, dichiara di trovarsi in una situazione di comfort. Rumori e vibrazioni possono nuocere alla capacità di concentrazione ed apprendimento e ridurre la qualità del sonno.

Benessere visivo

Il benessere visivo è lo stato in cui l’individuo può svolgere nel modo migliore i diversi compiti visivi che è chiamato ad assolvere.

 

Le variabili del comfort ambientale indoor sono controllabili sia durante la progettazione che durante l’utilizzo dell’edificio, eppure ci si ritrova spesso a vivere e lavorare in ambienti non sufficientemente salubri.

Talvolta la causa è da attribuire alla fase progettuale: una cattiva progettazione può dare luogo a stanze fredde e buie, o può far prevalere l’aspetto energetico sul benessere ambientale. Limitare i consumi energetici, infatti, non è garanzia di benessere ed il rischio è di avere ambienti ermetici, che soddisfano i requisiti energetici ma non quelli del comfort indoor.

Le cause del discomfort possono essere rintracciabili anche in un cattivo utilizzo dell’immobile o alla scarsa manutenzione: una mancata apertura delle finestre, e quindi ambienti poco ventilati, possono far insorgere problemi di umidità.

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